01 aprile 2015

Dario Vergassola e Roberto Panizza ballano con le acciughe

Roberto Panizza e Dario Vergassola

“Per noi la Liguria è un’isola e ci sentiamo contadini vista mare, dove il mare in dialetto si chiama “maa ”, che può significare anche male e madre, dove i sapori si incontrano e si fidanzano in un entroterra dal clima continentale che si trasforma in Mediterraneo nel giro di un chilometro. I sapori si sono mischiati da anni e le donne in cucina sono diventate delle alchimiste alla ricerca della ricetta perfetta, mescolando sapori, odori, erbe e carni per arrivare alla perfezione”

“Due muscoli ripieni della Giulia, incorniciati sul piattino da caffè, appoggiato al bancone del bar insieme a un bicchiere di vermentino, erano un grande momento […] Entrando nella meraviglia del canale di Portovenere quella banda di squinternati certificava l’esistenza di Dio e mangiando focaccia e uva faceva invidia ai pesci.”

Dichiarazioni d’amore alla Liguria, storie spezzine, acciughe che parlano, XXV capitoli che si chiudono con citazioni, suggestioni e altre rubacchierie, musica...  questo e molto altro nel romanzo d'esordio “La ballata delle acciughe” (Mondadori Electa, collana Madeleines Extra), che il concittadino, attore, presentatore, comico e da poco scrittore, Dario Vergassola, ha presentato a Genova, nella cena con menù a tema presso il ristorante Il Genovese dell’amico e perfetto padrone di casa Roberto Panizza.
Prima siamo stati deliziati dalle acciughe del Cantabrico e di Sicilia con burro della val D'Ayasdal,


 il tris di acciughe (impanate e fritte, ripiene al pesto, in polpette di prescinseua)


gli spaghetti al germe di grano con acciughe fresche, pomodori secchi, finocchietto e colatura di alici di Cetara


il tortino di acciughe e patate con salsa di pomodoro purseminn(tutto egregiamente accompagnato dai vini Vermentino Colli di Luni, Pigato della Riviera di Ponente e Rossese di Dolceacqua).
Poi ci siamo riuniti intorno a Dario per ascoltare la storia del suo primo libro, che diverte gli uomini e commuove le donne, ambientato alla Spezia, dedicato a chi c’era e ha vissuto con lui le vicende della periferia: un racconto visionario e on the road, che ruota attorno ad un gruppo di amici squinternati che passano le giornate al bar Pavone dove si servono “goti”(bicchieri) di bianco, sambuche, spritz e spuma nera per dissetare i clienti, consumatori abituali di acciughe sotto sale (che commentano al barista quello che sta accadendo intorno a loro) o di muscoli sott'olio, tra una partita di biliardo e una a carte. Dario ci fa ridere raccontando aneddoti sul bar di quartiere che frequentava realmente, riportando le battute dei personaggi che ritroviamo nel romanzo "a volte le bocce sono più furbe di chi le tira" e ricordando le sue zie baffute delle Cinque Terre, le vicende vissute da ragazzo, esageratamente “scaldato” e coperto di attenzioni dalla mamma che non capiva come mai il suo ninin si ammalava spesso. 
Colonna sonora in chiusura del libro, Snow dei Chemical Brothers e un'astronave che accende i razzi e parte dal quartiere di Rebocco verso il cielo notturno come una cometa. Da leggere!

A questo punto, chiederei a Dario: "Se avessi immaginato tutti questi numerosissimi incontri mangerecci a base di acciughe, chiameresti ancora così il tuo romanzo?"

Acciuga ripiena al pesto







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