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09 dicembre 2016

La mesciua con farro e salvia


La Mesc-ciüa (o Mesciua ) è una zuppa di legumi e cereali ha come unici ingredienti i ceci, il grano e i fagioli cannellini, che vengono cotti separatamente e poi riuniti in una gustosa "mescolanza" condita con un filo d'olio extravergine di oliva e pepe macinato al momento. Questo tipico piatto spezzino è un semplice capolavoro di gusto e semplicità. Nell'estremo levante ligure, al confine con la Toscana, ho scoperto questa variante con il grano farro e la salvia e mi è piaciuta molto. 

La mesciua con farro e salvia

15 gennaio 2015

La Mescia, zuppa del levante con il cavolo nero



Una zuppa invitante che unisce la ricetta tradizionale dello spezzino (la mesc-sciua) al cavolo nero,  una varietà di cavolo molto saporita, che si sposa benissimo con i legumi e adatta ai piatti invernali. 
Servitela calda e conditela con olio extravergine di oliva appena franto e una spolveratina di pepe nero.  

LA MESCIA DEL LEVANTE

08 agosto 2014

Il Minestrone Genovese


Il minestrone genovese era conosciuto in tutto il mondo, come molte altre prelibatezze, grazie alle osterie che lo preparavano per i marinai delle navi ancorate nel porto di Genova. Si può aggiungere verso fine cottura della pasta secca corta come i brichetti, lo scuccusùn o del riso. Non aggiungete troppa acqua durante la cottura, il vero minestrone genovese è molto molto denso.

MINESTRONE GENOVESE

23 ottobre 2012

La ricetta della Mesciua


La Mesc-ciüa (o Mesciua ) è una zuppa di legumi e cereali. Ha come ingredienti fondamentali i ceci, il grano e i fagioli cannellini, che vengono prima cotti separatamente e poi riuniti in una gustosa mescolanza e conditi con un filo d'olio extravergine di oliva e pepe macinato al momento. Questo tipico piatto spezzino è un semplice capolavoro che viene preparato seguendo la ricetta di famiglia, apportando piccole varianti.

La ricetta della mia Mesc-ciüa 

10 maggio 2012

Ceci in Zimino


Zimino,l'etimologia è discussa: bisogna partire da una forma genovese originaria azimin, con la a- andata perduta perché ritenuta una preposizione (del resto si dice prorprio faxö a zemin): lo conferma la forma corsa, che è azziminu. Se così fosse, è evidente la derivazione dalla voce azzimo 'non lievitato', che per estensione può essere passata a significare 'non condito', ossia 'di magro'. Mi pare un quadro soddisfacente. L'aggettivo azzimo è di origine greca, àzymos 'senza lievito' (da a- senza e zymê 'lievito'), passata al latino tardo azymum e di qui all'italiano e, evidentemente, al genovese antico (oggi questa voce da noi non esiste). Fiorenzo Toso - La civiltà della forchetta

I CECI IN ZIMINO
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